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Giudice USA mandava e-mail razziste su Obama

 

   Huffington Post

 

 

 

Mercoledì un giudice federale in capo del Montana ha ammesso di avere inoltrato un’e-mail che equiparava gli afro-americani ai cani e che sottintendeva che la madre del presidente Barack Obama avesse fatto sesso con animali.

Richard Cebull

Nell’e-mail di Richard Cebull acquisita dal Great Falls Tribune, si legge: “In genere non ne invio o inoltro tante, ma è stata un po’ commovente anche dal mio punto di vista. Voglio che tutti i miei amici provino quello che ho provato io leggendola. Spero che tocchi il vostro cuore come ha fatto con il mio.”

Segue poi una barzelletta: “Un ragazzino chiede a sua mamma: ‘Come mai sono nero e tu sei bianca?’ La madre risponde: ‘Non parlarne neanche Barack! Da quel che ricordo di quella festa sei fortunato a non abbaiare!’”

Cebull ha inoltrato le offensive e-mail dal suo account ufficiale al tribunale a sei “vecchi amici”, i quali le hanno inoltrate ad altri.

Nell’intervista al Tribune, Cebull ha sostenuto di non avere inviato l’e-mail perché fosse razzista, ma perché ‘anti-Obama.’

“L’unico motivo che possa chiarirvelo è che non sono un ammiratore del nostro presidente, ma questo va oltre il fatto di non essere un ammiratore,” ha dichiarato Cebull. Ha ammesso che l’e-mail era razzista, ma per quanto lo riguarda ha detto di non esserlo.

La foto del caso dell'aprile 2011

“E’ una faccenda riservata, che per quel che mi riguarda è a dir poco di scarsissimo valore,” ha detto.

Cebull era stato scelto per l’attuale funzione da George W. Bush. E’ in servizio dal 2008.

Questo non è il primo caso di un funzionario pubblico finito sotto accusa per aver mandato e-mail razziste su Obama.

Marilyn Davenport

 

Nell’aprile del 2011 una funzionaria repubblicana della Contea di Orange (California), Marilyn Davenport,  inviò un’e-mail con una foto in cui il volto di Obama era sovrapposto a quello di un piccolo di scimpanzé. Presentò pubbliche scuse dicendo di essere una “cristiana imperfetta” e di non aver pensato alle conseguenze culturali dell’e-mail prima di averla inviata.

 

 

Fonte:  Melissa Jeltsen per The Huffington Post  01.03.2012

Traduzione di Gabriele Picelli per http://www.times.altervista.org/

Articolo collegato: Le fazioni estremiste negli USA – Mappa interattiva

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